Gianni Toffoletto

Mi piacerebbe soffermarmi su un aspetto molto importante della riunione della società del Carnico di domenica 19 febbraio: non la querelle sugli anticipi, non la questione degli under e nemmeno la procedura telematica che a breve riguarderà tesseramenti ed iscrizioni nel campionato espressione di una zona in cui banda larga o ADSL non coprono la totalità del territorio. Nessuno di tutti questi aspetti (ci saranno tempi e modi per approfondirli) mi ha colpito. A farmi riflettere è stato il silenzio di chi dovrebbe farsi sentire, non per protesta ma per una sorta di diritto acquisito quanto meno ad esprimere la sua opinione. Il diritto acquisito per impegno, passione e militanza più o meno lunga all’interno di un ambiente che assorbe tempo ed energie. Nessuno (fatta eccezione per il presidente del Rapid, Corva) si è alzato a domandare qualcosa. Non dico a proporre (non era quella sede), ma almeno a chiedere, a farsi spiegare le (tante) cose appena accennate e non chiarissime alla platea. Il silenzio dei dirigenti. Un silenzio, però, che non è quello degli innocenti, perché starsene zitti, in certi casi, è una colpa. Perché, mi sono domandato? Davvero non riesco a capire il perché. Nelle discussioni che intrattengo, a volte su questo sito, a volte durante gli incontri con alcuni di loro, molti dirigenti si lamentano (anche a ragione) di qualche disfunzione del sistema Carnico. Ed allora perché quando c’è l’occasione di un confronto tutti se ne stanno zitti? Ultimamente, in Carnia, si è tenuto un corso per arbitri, attualmente se ne sta tenendo uno per allenatori. Non sarebbe forse l’ora di provare ad organizzarne uno per dirigenti? La passione, l’entusiasmo e la voglia di fare, probabilmente, avrebbero bisogno anche di un supporto che ne valorizzi il ruolo e la funzione, perché il campionato Carnico, pur restando l’esempio più lampante di dilettantismo allo stato puro, ha assunto problematiche gestionali impensabili sino a pochi anni fa.
Infine vorrei spezzare una lancia a favore di un collega de “Il Gazzettino”, Claudio Rinaldi, che in un articolo sul giornale del 10 gennaio sul rinnovo del direttivo del Comitato regionale in scadenza a fine anno, ad un certo punto ha scritto: “… i più “motivati” al momento sono il vicepresidente vicario Gianni Toffoletto e il vicepresidente “semplice” Luciano Quoco, che avendo già alle spalle due mandati per statuto o concorrono per la presidenza o sono tagliati fuori da un eventuale rinnovo. Non è un mistero che Burelli spinga per la soluzione Toffoletto, i cui detrattori ne ridimensionano però lo “spessore” ricordando che è espressione di un Comitato, quello di Tolmezzo, che non organizza un vero e proprio campionato ma quel “Carnico” che sembra richiamare con maggior aderenza le sembianze di un torneo estivo … “. La reazione dello stesso Toffoletto e di altri componenti della Delegazione di Tolmezzo è stata abbastanza risentita, ma a mio parere Rinaldi ha solo voluto riportare il pensiero dei detrattori del Carnico, non il suo.