Diego Di Centa, collaboratore de “Il Gazzettino” ha voluto dire la sua sul tema del possibile  anticipo al sabato del torneo. Diego ha 26 anni e gioca nel Carnico Amatori. Ma soprattutto … ama il Carnico!

Siamo ormai agli inizi di febbraio, l’appuntamento per il “verdetto” era fissato per  il primo mese dell’anno, invece non è stato così. Come avrete già intuito dal titolo, l’argomento in causa è lo spostamento del campionato carnico al sabato. Il fatto che una decisione tardi ad arrivare, nonostante i tempi ormai non siano più cosi “comodi”, denota il fatto che c’è ancora forte indecisione al riguardo e forse si è ancora in tempo (magari quello di recupero, tanto per restare in tema…), per  invitare gli addetti ai lavori a valutare nella classica bilancia dei pro e contro, ancora una volta la situazione. 
Qualche mese fa, sempre su questo sito, è stato aperta una discussione ad hoc proprio per tastare le sensazioni  di tutti. Quel che è emerso, in maniera evidente, dai fautori dello spostamento delle partite al sabato , è il fatto che molti giovani abbandonano il carnico per giocare negli amatori che, appunto, giocano il sabato. Siamo così sicuri, che il vero problema del campionato carnico sia questo, cioè che basti uno spostamento di giornata a risolverli? Credo proprio di no, perché i problemi del campionato carnico andrebbero cercati un po’ più in profondità. Innanzitutto va sfatato un luogo comune:  l’equivalenza amatori = anziani è scorretta, (quelli sono gli over per chi non lo sapesse). Campionato amatori, lo dice il nome stesso, significa spirito amatoriale, livello meno competitivo e quindi anche meno impegnativo. Per fare un paragone nello sci è come parlare del circuito FISI e del circuito CSI, non è una questione di età anagrafica. Gioco ormai da 5 anni negli amatori e nessuno di quelli che hanno giocato con me hanno scelto il campionato perché si gioca di sabato, anche perché, potete verificare i calendari, in funzione di come si formano i gironi può capitare di giocare l’intero campionato tutto al venerdì o lunedì. La scelta sta nel fatto che questo è un tipo di campionato più libero, meno impegnativo, e che permette (ad esempio a chi è universitario) di non abbandonare del tutto lo sport che ama di più. I problemi del Campionato carnico andrebbero forse ricercati altrove, come per esempio il  fatto che tante società con le potenzialità di farlo si sono completamente disinteressate del settore giovanile, o peggio ancora che hanno i ragazzi e non li fanno mai giocare perché mettere in panchina un ragazzino di 16 o 17 anni è più facile. Inoltre,  almeno personalmente, non riscontro questa grande richiesta popolare da parte delle società di spostare tutto al sabato. È già stato sottolineato, che l’anno scorso non c’è stata nessuna impennata di richieste di anticipi, anche perché (piccolo particolare) molte persone al sabato lavorano e chi ha il settore giovanile potrebbe avere il campo impegnato, per esempio.  Forse basterebbe organizzare il calendario nel periodo più caldo (si fa per dire, dopo l’ultima estate) tra metà luglio e metà agosto, dove, sagre paesane, ferie ecc. creano obiettivamente qualche problema di organico. Da non dimenticare che non tutte le squadre hanno un impianto dotato di illuminazione, e tanto per fare un esempio su tutti, Real – Cedarchis il sabato pomeriggio alle 4 il mese di settembre direi che stride sotto ogni punto di vista!!! Un altro problema, che forse può sembrare un “tirare l’acqua al proprio mulino” ma non lo è,  sta nel  fatto, già evidenziato da illustri colleghi, che lo spazio su  radio, giornali, tv.. verrebbe ridotto all’osso. Chissenefrega! disse qualcuno. Mah … mica tanto, direi io. Per la poca esperienza che ho a tutti piace vedere la propria squadra e il proprio campionato commentato in lungo e in largo, le pagelle del lunedì, l’intervista del martedì, le riprese tv che ormai raggiungono tutta la regione, per non parlare del sito carnico.it sempre aggiornato e vivacissimo. Senza sconfinare nella nostalgia o nella retorica il campionato carnico è nato la domenica e lì dovrebbe restare. Nella sua marginalità, è un campionato con un meccanismo collaudato e ben oliato: una radio che trasmette le radiocronache in diretta, due giornali che il lunedì (e non solo) offrono un ampio spazio e un numero di spettatori che può fare invidia a molte partite di Eccellenza regionale. Il campionato carnico, in Carnia, ha un’importante funzione di coesione sociale, che solo la domenica, com’ è facile intuire, riesce a trovare la sua massima espressione. Siamo sicuri che valga la pena tralasciare tutto questo? Perché avendo la domenica libera ci sarebbero più giocatori? Se uno ha una passione o un impegno non ne fa una questione di giorni, se lo fa vuol dire che il calcio interessa relativamente.  Per chiudere, mi permetto fare  un pronostico: ammesso, e non concesso, che ci si addentri in questo impervio esperimento, sono convinto che, anche gli accaniti sostenitori  del “sabato del villaggio”, giornata in cui concentreremmo tutto: carnico, giovanili,  amatori per poi vedere  le domeniche con i campi desolatamente vuoti, saranno i primi a chiedere di innescare la retromarcia, magari gridando al fatto che non è un campionato regolare visto che giocheranno tutti con gli orari più sfasati possibili. Considerazione, questa,  che dovrebbe bastare da sola a far riflettere chi ha ancora la possibilità, se non il dovere,  di non rovinare inutilmente una così splendida realtà.